Ben due clienti nello stesso giorno mi hanno confidato che all’inizio del #lockdown si sono sentite quasi sollevate, poiché sapevano che tutti si sarebbero fermati e quindi loro avrebbero potuto “riprendere il passo degli altri”.

Entrambe hanno vissuto quasi come una fortuna (sussurrata, detta quasi con vergogna) il fatto che tutti dovessimo rimanere immobili, perché questo consentiva loro di recuperare il “ritardo”. Un pensiero forte, impopolare, raccontato quasi come fosse un peccato confessato al prete.

Ma diciamocelo, non sono le sole ad aver provato quella sensazione. Probabilmente, lo avvertono molte #freelance quando, grazie a qualche giorno festivo (per gli altri), riescono a recuperare il gap che si sono lasciate dietro correndo appresso alle mille cose da fare.

Ma quando i giorni di festa finiscono, il lockdown (fortunatamente) allarga un po’ le maglie, qual è la sensazione che provano queste persone? Angoscia. Angoscia di dover ricominciare questa corsa infinita, paura di non saper stare al passo, terrore di inciampare e restare indietro.

Se anche tu ti riconosci in questa sensazione, allora è il caso di occupartene. Chiediti ad esempio:

Dietro a chi o a cosa stai correndo? Qual è lo scopo di questa corsa infinita? Qual è il vantaggio che ne deriva?

Prova anche a calibrare i tuoi standard, perché magari il tuo “appena sufficiente” è in realtà un “molto buono per altri”. Verifica anche se c’è qualcosa che puoi lasciar andare. Vedrai che dopo che avrai risposto a queste domande (magari per iscritto), tutto assumerà una nuova prospettiva e tu potrai calibrare meglio le tue energie.

Anche tu hai provato ogni tanto questa sensazione? Raccontami come ti sentivi e cosa hai fatto per uscirne.