INTERVISTA A DANIELA D’ANDREA, TITOLARE DI RUGIADA

Dalle risorse umane al retail 

Questa è la storia di Daniela, che dopo averci pensato tanto, ha deciso di fare dei suoi talenti naturali e delle sue passioni il suo lavoro, puntando sul suo quartiere. Come mi sento raccontare spesso, ad un certo punto tutto il nostro io ci dice che non sta più bene, che ha bisogno di cambiare, anche se questo cambiamento porta con sé rischi e paure.  

 

Ciao Daniela, qual è la tua storia professionale, prima di Rugiada?

Nata e cresciuta in Benetton, con un ruolo operativo nella selezione del personale, sono cresciuta professionalmente grazie a capi che hanno creduto in me. Quando ho avuto due bambini, l’equilibrio famiglia-azienda ha iniziato a incrinarsi, poiché lavoravo molto più di 8 ore.

Ho deciso quindi di licenziarmi da un contratto a tempo indeterminato per un iniziale contratto a progetto di un’azienda padovana che voleva aprire una sede a Treviso. Sono stata lì 7 anni, periodo in cui ho gestito due risorse.

 

Cosa ti ha fatto cambiare ancora obiettivo?

Ho deciso che volevo ancora più autonomia, così ho deciso di licenziarmi e aprire la partita iva, rimanendo nel mondo delle risorse umane. Lavorando molto più da casa, anche grazie allo sviluppo della tecnologia, ho recuperato la gestione del mio tempo e ho iniziato a rispolverare vecchie passioni: fare a maglia e ridare vita a cose e mobili grazie ai colori. Ho iniziato a guardarmi avanti, a chiedermi cosa volessi. Ho capito che non volevo andare in pensione come HR.

Ho deciso di vivere della mia passione, di godere di ogni momento passato al lavoro. La mia idea è semplice ma funzionale. Ora voglio vivere facendo ciò che amo.

 

Cosa ti ha dato lo slancio definitivo?

Avevo deciso da un po’ di tempo di aprire un negozio, di vendere le cose che io stessa usavo nel mio tempo libero, inserendo anche un’area in cui condividere le mie passioni con altre persone.

Ci ho messo 3 anni a ideare un concept completo, ma non mi decidevo mai, non mi sentivo mai pronta.

All’inizio del 2019 è mancata improvvisamente mia mamma, questo è stato il motivo che mi ha fatto dire: ok, basta rimandare, è ora di fare.

In pochissimo tempo, tutti i puntini si sono uniti. Nel mio progetto collaboro con due amiche, una interior design e archi-decor, l’altra ottima sarta.

Così è nato Rugiada, che è l’insieme delle iniziali dei nomi dei componenti della mia famiglia. Definirla merceria è riduttivo: vendo fili e tessuti, ma vado molto oltre. Sono rivenditrice unica nella zona sia per un marchio di Filati, sia per un marchio di vernici naturali, ideali per dare nuova vita a vecchi mobili, ma non solo. Nel negozio, ho utilizzato per lo più mobili di famiglia, rinfrescandoli e rinnovandoli con le vernici che io stessa vendo. Lo sento davvero mio.

 

Che cosa ti differenzia?

Oltre al fatto di avere marchi e prodotti come esclusivista, io vivo il mio negozio come un laboratorio. È un luogo dove i clienti possono fermarsi e condividere i propri progetti creativi, siano essi lavori a maglia, piccoli restyling di mobili o altro. Ho da poco organizzato un Aperitivo Creativo, un vero e proprio laboratorio in cui una professionista del settore mette la sua competenza a disposizione dei miei clienti. Inoltre, l’angolo laboratorio lo uso anche io, quando non ho clienti, per progettare idee per il futuro! Insomma, proprio un angolo creativo per tutti!!

 

Chi è il tuo cliente ideale?

Il mio cliente ideale è chi si occupa di piccoli restauri o chi si diletta con i filati. Grazie ai marchi di cui sono esclusivista, questi clienti vengono anche da fuori provincia. Inoltre, per dare un servizio al quartiere, rispondo alle classiche esigenze di merceria, tenendo anche l’intimo e le calze.

 

Quanto è stato importante definire bene il tuo target e analizzare la concorrenza?

Fondamentale, e anche facile per certi versi, perché avevo tutto molto chiaro in mente. Ho fatto diversi corsi, per capire come strutturare bene l’idea. Poi ho osservato le mercerie in senso stretto, ma oggettivamente non siamo concorrenti, non mi identifico. Ho visto dei negozi meravigliosi, mercerie con una varietà vastissima, ma non è il mio campo, quindi va bene così. Qualcuna la consiglio anche alle mie clienti, quando cercano qualcosa che io non ho.

 

Cosa consiglieresti alle altre negozianti?

Di aprirsi verso i colleghi e creare momenti di aggregazione, per riportare il cliente ad avvicinarsi ai piccoli negozi, che spesso nascono grandi tesori. Inoltre, è fondamentale la scelta di un prodotto specifico, perché aiuta a richiamare clienti. Essere presenti nel mondo digital, poi, è essenziale.

 

Qual è il futuro dei negozi?

C’è un ritorno ai negozi piccoli, per avere una parola, un confronto, forse meno scelta ma più qualità e flessibilità verso le esigenze dei clienti. Avverto un cambiamento in questo senso, anche nei giovani, se mossi da passione. Io quando acquisto, penso alle singole clienti e compro per loro e spesso ci azzecco.

 

Mai avuto dubbi sulla tua scelta?

Se dietro c’è una passione, questo aiuta ad andare avanti, ma quando ho avuto la mia idea, a livello embrionale, ho avuto tanti dubbi. E anche mentre arredavo il negozio, mi chiedevo: ma cosa sto facendo??? E i dubbi non mancano nemmeno ora. Ma ad un certo punto mi sono detta: se non faccio questa cosa, sto male. Questo mi ha fatto decidere di provare.

 

Quali sono stati i momenti di maggior soddisfazione finora?

In generale è il cliente sconosciuto che torna. Quando entra qualcuno che viene per ciò che vendo, che mi chiede consiglio e poi torna anche per il servizio che ha ricevuto, io sono soddisfatta.  Ma il momento di massima emozione l’ho avuto con una cliente, ferma davanti al negozio visibilmente emozionata perché vicino a casa sua aveva aperto un negozio come il mio.

 

Progetti futuri?

In autunno avremo 3 laboratori: vernici, lana, tessuti. Alcuni fatti da me, più basici, altri tenuti da esperte. Naturalmente, non potranno mancare progetti per Natale, per rendere più belle le nostre case.

 

Se vuoi conoscere meglio le attività che organizza Daniela, sbircia nella sua pagina Facebook

Se vuoi leggere altre storie di cambiamento, fai un giro sul mio blog

Sui social invece, condivido suggerimenti, idee e tanto altro, Seguimi su Instagram o Facebook