Storie di cambiamento – Tommaso: da operaio ad artista del modellismo

Tommaso è un ragazzo di quasi 28 anni, che da bambino amava moltissimo i trenini. Con il papà andava a vedere le mostre di modellismo e ha voluto imparare come si faceva a ricreare quei modellini, quelle rappresentazioni in miniatura della realtà. La passione per i trenini lo ha accompagnato per tutta l’adolescenza, iscrivendosi ai club per gli appassionati e iniziando a costruire i suoi primi plastici. Quella passione non lo ha mai abbandonato e anzi è cresciuta.

La vita però ci porta a seguire dei binari che sembrano obbligatori e che non sempre vanno verso la direzione che ci rende più felici. Ad un certo punto, mentre Tommaso lavorava come operaio, qualcosa è scattato dentro di lui. E ha deciso che la sua vita doveva cambiare.

 

Qual è stato il tuo percorso scolastico?

Mi sono diplomato come perito meccanico e questo mi ha permesso di entrare nel settore metalmeccanico, che all’epoca era ancora tra i più sicuri. Grazie a questo, ho trovato subito lavoro. 

Qual era la tua mansione?

Ero un semplice addetto metalmeccanico, seguivo tornio, fresa e i vari macchinari del settore. 

Cosa ti pesava di più del tuo lavoro?

Essere rinchiuso in un edificio tutto il giorno. Vedevo la luce del sole che filtrava dal lucernario, mentre io ero chiuso dentro in fabbrica anche 10 ore al giorno, lavorando anche il sabato mattina. 

Quando hai capito che non faceva per te?

Fin da subito! Un punto fondamentale del mio percorso lavorativo è che ho sempre lavorato in aziende medio grandi e questo mi ha permesso di interfacciarmi con titolari che avevano oltre 50 dipendenti, erano all’apice del successo. Questo ha stimolato in me la voglia di diventare come loro. Io non sopportavo di essere l’ultima ruota del carro, volevo essere in cima. 

Allora mi sono detto: ora metto via quanto più possibile e poi costruisco qualcosa di mio.

Avevi già un progetto chiaro in mente o era un’idea astratta?

Dopo tre anni di lavoro avevo già chiaro il mio progetto, ma non avevo nessuna sicurezza sul fatto che mi sarebbe bastato per potermi mantenere. 

Da cosa ti è nata l’idea del tuo progetto?

Da bambino mi sono appassionato al modellismo ferroviario, a 15 anni avevo iniziato a costruire plastici completi. A 19 anni ho iniziato a fare i primissimi lavori con l’aerografo per invecchiare i trenini. Questa è una tecnica che rende il modellino del treno più realistico poiché simula l’effetto vissuto come se fosse un treno vero, con tutti i segni dell’usura: da nuova e lucida, la locomotiva diventa opaca, impolverata, con (finte) macchie di grasso e ruggine. 

In quel periodo, fino ai 23 anni, oltre a lavorare dieci ore al giorno, nel mio tempo libero facevo i miei primi lavori di invecchiamento, iniziando così a costruire la mia prima rete di clientela e a far conoscere il mio marchio. 

Quando c’è stata la decisione di mollare il tuo “lavoro fisso” e dedicarti completamente alla tua passione?

A 23 anni ho conosciuto il padre di un amico, che aveva un piccolo laboratorio hobbistico in cui costruiva modellini di treni in resina. Lì qualcosa si è acceso nella mia testa: dovevo imparare a tutti i costi come diventare un artigiano del modellismo ferroviario. Così, gli ho chiesto fino allo sfinimento di potermi accogliere nel suo laboratorio. Pur di raggiungere il mio obiettivo, mi sono offerto di andare da lui a tempo pieno e gratuitamente. Quando mi ha detto sì, mi sono licenziato dal mio lavoro a tempo indeterminato, sicuro e ben pagato, per seguire il mio sogno. Per 6 mesi, sono andato da lui tutti i giorni e ho cercato di imparare quanto più possibile. 

Ma in quel momento eri già sicuro di poter vivere di questo?

Non ne ero sicuro, infatti decisi di trovare un lavoro a turni, che mi permettesse nel tempo rimanente di realizzare i lavori per clienti che nel frattempo riuscivo a trovare. Quindi metà della mia giornata era in fabbrica e l’altra metà era nel mio magazzino da 3 mt per 3, dove avevo ricreato un mini laboratorio, comprandomi tutti i macchinari necessari. 

Grazie alla mia partecipazione a due fiere di modellismo, Verona e Milano, ho avuto la possibilità di consolidare la mia clientela e a far girare il nome e di conoscere un’altra persona fondamentale nel mio percorso di crescita. Con lui mi si è aperto il mondo del modellismo militare.

E cosa è successo dopo questo incontro? 

Mi è venuta l’idea di colmare il vuoto che c’era nel modellismo, soprattutto nell’ambito militare. Con mio stupore, ho scoperto che i modelli che nella realtà erano i più diffusi, erano anche quelli di cui non esistevano modellini in miniatura.

Quindi, partendo da un’analisi di mercato, ho deciso su quali modellini puntare. Poi mi sono creato un team di collaboratori: il disegnatore 3d, l’azienda per la stampa 3d, il grafico, l’addetto ai vetri, la persona che mi produce i particolari in metallo. Questo mi ha permesso di avviare un processo di produzione in cui essere autonomo al 100% e in grado di offrire un prodotto completo e finito. 

Oggi com’è la tua azienda?

Un casino 🙂 In realtà va bene, ma lo sviluppo del mio business mi ha portato a dovermi fermare  e riflettere su come lavorare al meglio senza andare in sofferenza. Sto ragionando su come svilupparmi all’estero e su come sfruttare la rete anche per fare commercio. Attualmente ho circa 20 diversi modelli, declinati in 100 varianti. Per questo è importante rendere efficiente tutto il processo. Il mio obiettivo è accontentare i miei clienti!

Quali sono i tuoi pregi?

Sono costante, perseverante, se credo in qualcosa io non mollo.

Dove ti vedi tra cinque anni?

E’ un lavoro in continua evoluzione e faccio difficoltà a immaginare il futuro, ma mi vedo con un dipendente mentre creo modellini di un genere completamente diverso, ad esempio nel fantasy. Di sicuro mi vedo sempre in questo mondo, che è la mia passione e mi appartiene. E quando ho voglia di vedere il sole, sono libero di uscire.

Cosa vorresti dire a chi sta vivendo una situazione simile alla tua?

Se hai l’intuizione, se hai l’idea di fare un business che pensi possa funzionare, devi portarla avanti fino alla fine, con determinazione. Investi su te stesso, sulla tua formazione, sugli strumenti che ti possono aiutare. Con la consapevolezza che i primi tempi dovrai investire tutto sull’attività, ma poi potrai raccogliere i frutti. 

 

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By |2019-07-05T10:07:37+00:00Giugno 10th, 2018|retail coaching, storie|Commenti disabilitati su Storie di cambiamento – Tommaso: da operaio ad artista del modellismo

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